Parrocchia

Cappella ai Mistorni

Cappella della Madonna di Caravaggio

Il 14 maggio 1933 veniva inaugurata e benedetta la Cappella in onore della Madonna di Caravaggio ai Mistorni. La Cappella fu costruita sotto la spinta di Don Ferdinando Andina, parroco in quegli anni (1910– 1939) a Pura. Ma quali le sue motivazioni? Dal bollettino parrocchiale dell’aprile 1933 (ed. speciale per l’inaugurazione): “La nuova casa della Madonna. Vari motivi mi hanno indotto a chiedervi l’aiuto per la costruzione di questa Cappella. Tutte le volte che mi recavo a Ponte Tresa sulla strada agricola, andavo dicendo fra me: Com’è utile, poetica questa strada! Manca però qualche cosa… manca un segno di fede; non c’è ancora una croce, una immagine sacra, una cappella, che dice ai viandanti: fermatevi un momento a pregare.

 

E decisi di fare qualche cosa. Manifestai la mia idea ai parrocchiani…. Ho desiderato che questa graziosa Cappella fosse dedicata alla Madonna di Caravaggio per vari motivi. A Pura, e precisamente appena fuori del paese, sulla vecchia strada che conduceva a Curio sui muri di cinta vi era una cappellina dedicata alla Madonna di Caravaggio. Durante la costruzione della strada nuova fu atterrata e non più rifatta. Ma il popolo continuò la sua devozione alla Madonna di Caravaggio, devozione che prese aumento negli anni in cui fu parroco il compianto Don Ermenegildo Bernasconi (parroco a Pura 1886–1901), che veniva in parrocchia dopo aver esercitato il suo ministero nella Diocesi di Cremona, ove sorge appunto il Santuario di Caravaggio. Volendo dunque dedicare una Cappella, decisi di dedicarla alla Madonna di Caravaggio. E l’occasione fu la migliore, poiché ricorreva appunto il quinto centenario della celebre apparizione della Madonna.” Don Andina diede incarico all’arch. Pietro Giovannini di allestire un progetto, il quale fu veduto, lodato ed approvato pure da Sua Eccellenza Monsignor Vescovo, il quale in data 27 aprile 1932 rispondeva così: “Si concede, come alla domanda, con preghiera di ricordare alla Madonna me e le mie intenzioni”. La mattina del 30 agosto 1932 iniziarono i lavori di scavo delle fondamenta, sul praticello detto Mistorni, di proprietà del Rev.mo Don Giovanni Feregutti (parroco a Pura 1901–1909). Don Andina inoltre diede l’incarico di eseguire un quadro della Madonna, all’artista ticinese Titta Pozzi.


Sempre nel bollettino del 1933 dice di lui: “Titta Pozzi è un vero artista. Le lodi che delle sue opere ne han fatto la stampa, e ultimamente il redattore Don Alfredo Leber, sono più che meritate. “Ha dato tele e affreschi e lavori pieni di espressione. È un artista dolce, pacato, ma profondo. Il suo stile è tutto personale, la sua arte è caratteristica. Nelle sue tele è comunque l’intensità delle tinte, la tonalità intensa. Egli non cerca e non usa i colori chiamati «belli», ma usa i colori forti e pastosi che esprimono bene la profondità e insieme la sincerità e la sobrietà dei suoi intendimenti artistici.” Titta Pozzi è giovane più di quello che sembri: 30 anni. Ha imparato la tecnica dell’arte all’Accademia di Brera. Ho visto il bravo pittore giorni or sono, davanti alla nostra Madonna che stava affrescando sopra un largo e denso lastrone di «eternitt». Mano mano che il lavoro aumentava, cresceva in me la gioia di poter presentare alla popolazione una pittura che fosse di piena soddisfazione.” Battista detto Titta Pozzi (Barbengo, 1.6.1902 – Massagno, 19.5.1958) è stato un pittore ticinese che frequentò a Milano l’Accademia di Brera fino al 1924 e la Scuola Beato Angelico nel 1925.

 

Tra le opere della nostra parrocchia troviamo appunto l’affresco realizzato nel 1934 che rappresenta la Madonna di Caravaggio. Pittore e restauratore di Barbengo è stato uno dei principali difensori del patrimonio artistico e storico ticinese nella prima metà del XX secolo. Venne introdotto all’arte dal pittore Attilio Balzelli, pure di Barbengo, e seguì in Ticino i corsi di disegno della Scuola d’arte di Lugano. Si trasferisce a Milano all’età di diciannove anni per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Scuola Superiore d’arte cristiana Beato Angelico, fino al 1925. Qui, e dopo un breve soggiorno in Austria, il pittore svilupperà l’amore per il patrimonio artistico e per la sua conservazione, approfondendo il significato di restauro e i metodi d’intervento, che poi metterà in pratica nella sua attività professionale di restauratore dentro e fuori il Canton Ticino, parallelamente all’esercizio di pittore e xilografo. L’artista collaborerà fra 1929 e 1931 all’importante restauro della Chiesa di Santa Maria degli Angioli a Lugano, dove con i presupposti sopraccennati vengono ricuperate, fra le altre, le importanti pitture della Cappella Camuzio, sotto le direttive di Edoardo Berta, in quel momento Ispettore della Commissione Cantonale dei Monumenti Storici nel Canton Ticino.

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